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“L’incoronazione di Poppea” emoziona con una trama avvincente con persone in carne ed ossa. È il capolavoro del primo barocco e Monteverdi si presenta come un maestro maturo e un creatore innovativo che ha influenzato significativamente la storia dell’opera con questo “dramma per musica”. Ancora oggi, il duetto finale commuove il cuore degli ascoltatori.


 
 
 

 
 
 

Poppea avvolge Nerone intorno al suo dito

La prima parte di questa scena è scritta nello stile declamatorio del “recitar cantando”. Gradualmente il pezzo si anima, dando al tenore (castrato) la possibilità di brillare con una bella ornamentazione a partire da 6:45 e a Poppea la possibilità di languire gloriosamente a 7:15 (“Tornerai”). Monteverdi descrive il fascino sessuale senza veli, che ha sottolineato con una voce bassa di Poppea in questa scena.

Signor, deh, no partire … Non temer

 
 
 
 
 
 
 

L’incantevole ninna nanna di Arnalta

Ascoltiamo dal travestito Amme di Poppea l’incantevole ninna nanna “Oblivion soave” con un delicato accompagnamento dell’orchestra.

Oblivion soave – Gonzalez

 
 
 

 
 
 

Il celestiale duetto finale “Pur ti miro, pur ti godo”

Monteverdi chiude quest’opera con un bellissimo duetto pieno di sentimenti amorosi e di erotismo. Le voci di Poppea e Nerone si intrecciano letteralmente, si seguono, si esigono e sono condotte a distanza ravvicinata.
Il brano non era incluso nella versione originale del libretto di Busenello. Monteverdi lo compose dopo (ci sono anche opinioni che sostengono che non provenga da Monteverdi stesso).

Sentiamo una registrazione paradisiaca, indulgente nei tempi lenti con un erotismo che sfrigola:

Pur ti miro, pur ti godo – Cencic / Yoncheva.

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