3 pezzi immortali dell’opera DIE TOTE STADT (La città morta) di Korngold – con le migliori interpretazioni da YouTube (Hits, Best of) Ascolta tre pezzi famosi di quest’opera nell’interpretazione dei più grandi cantanti.

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Quest’opera è una delle grandi opere liriche del XX secolo. Korngold evoca ancora una volta l’ebbrezza del tardo romanticismo, narcotico nella sua lussuria e malinconia.

 
 
 

 
 
 
 

“Glück, das mir verblieb” – la grande canzone di Korngold

Questo pezzo è il pezzo più famoso di Korngold. È un pezzo solista nostalgico (che si trasforma in un duetto) nel mezzo di uno psicodramma. Ha la funzione di rendere emotivo per l’ascoltatore il rapporto di Paul e Marietta, per formare il massimo contrasto con il dramma che segue, che va all’omicidio di Marietta da parte di Paul.

La felicità che mi è rimasta, ritorna a me, mio fedele amore.
La sera affonda nell’aia. Tu sei per me luce e giorno.
Il mio cuore batte nella paura. La speranza oscilla verso il cielo.

Quando il dolore si avvicina, ritorna a me, mio fedele amore.
Inclinare il tuo viso pallido, la morte non ci separa.
Se una volta devi andare via da me, credi che ci sia una resurrezione.

 

Il carattere di questo pezzo è da canzone o addirittura da operetta. Già all’inizio l’orchestra brilla, con glockenspiel, celesta e arpa una tipica colorazione tardo romantica. Le campane della celesta evocano uno stato d’animo romantico, quasi infantile e ingenuo:

Sentiamo per la prima volta il duetto nella partitura originale per soprano e tenore nella registrazione con Jonas Kaufmann e Julia Leiter. Kaufmann ha debuttato nel 2019 nel ruolo di Paul.

Glück, das mir verblieb – Kaufmann / Leiter

 
 
 
 
 
 
 

Mein Sehnen, mein Wähnen (Il mio desiderio, il mio desiderio)

Pierrot canta una canzone malinconica con un lento accompagnamento tipo valzer. È una di quelle canzoni di grano dorato con colori lussureggianti e melodie sontuose. Questa canzone è completata da un bellissimo coro Summ che inevitabilmente ci fa pensare alla Madama Butterfly di Puccini.

Mein Sehnen, mein Wähnen – Hampson

 
 
 

 
 
 

La conclusione estatica dell’atto

Questo passaggio è uno dei punti salienti dell’opera. Marietta riconosce l’angoscia mentale di Paul. Deve suonare drammatica e seducente in questa scena per rendere credibile l’agonia della coscienza e il desiderio erotico di Paul. Il secondo atto si chiude con un’estasi alla Tristano.

Paul, du leidest? (Marietta, Paul) – King / Armstrong.

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